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Messina, clan Giostra: in manette Luigi Tibia e la moglie. Sotto sequestro esercizi commerciali ed uno stabilimento balneare

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MESSINA, 15 Lug - I carabinieri del Comando provinciale di Messina hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Luigi Tibia, messinese di 37 anni, ritenuto referente di spicco di un clan mafioso Giostra, nonche' della moglie e di un presunto prestanome. Sequestrati beni per oltre un milione di euro. L'affiliato e' accusato di avere, in concorso con la moglie e con l'altro arrestato, attribuito fittiziamente ai due, allo scopo di eludere le misure patrimoniali e di agevolare il suo clan, la titolarità di un'impresa individuale articolata su tre esercizi commerciali, nonche' di altra impresa che gestisce un noto stabilimento balneare cittadino. Con lo stesso provvedimento, il Gip, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Messina, ha disposto il sequestro preventivo di tre unita' immobiliari, dei due complessi aziendali, di un'auto di lusso e di un autocarro, tutti ritenuti riconducibili al pregiudicato. L'operazione scaturisce da un'attivita' investigativa avviata nel 2009 a seguito dell'arresto di uno spacciatore.

Oltre al mafioso Luigi Tibia, gia' sottoposto alla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale, sono stati arrestati la moglie Maddalena Cuscina', messinese di 34 anni, ed Edoardo Puglisi, 36 anni. Accusati di essere i prestanome dell'esponente del clan Giostra. Con lo stesso provvedimento, il Gip di Messina Maria Teresa Arena, su richiesta dei sostituti procuratori della Dda Fabio D'Anna e Maria Pellegrino, ha disposto il sequestro preventivo di imprese e immobili. Dalle indagini e' emerso che Tibia, seppure in carcere dal febbraio 2009 dopo la condanna a otto anni di reclusione per associazione di tipo mafioso nell'ambito del processo "Arcipelago", avrebbe continuato a gestire diverse attivita' economiche, tra cui la ditta individuale intestata alla moglie "C.M. Supermercati e Euro Giochi di Cuscina' Maddalena", nonche', attraverso Puglisi, lo stabilimento balneare "Il pilone" a Torre Faro. Tibia si sarebbe interessato personalmente anche dell'acquisto di arredi da destinare allo stabilimento. Inoltre, nel periodo in cui era sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, era stato autorizzato a recarsi a svolgere attivita' lavorativa quale cameriere banconista presso il lido. Dall'analisi patrimoniale effettuata dai carabinieri e' stata rilevata una evidente sproporzione tra il valore dei beni e i redditi dichiarati nel periodo oggetto dell'indagine. Analoga analisi patrimoniale effettuata sul conto della ditta di Puglisi ha evidenziato un volume d'affari nettamente inferiore agli acquisti. Il sequestro di beni ha riguardato tre unita' immobiliari ubicate in Messina; l'intero complesso aziendale della ditta "C.M. Supermercati e Euro Giochi di Cuscina' Maddalena" articolata in una rivendita all'ingrosso di prodotti per la casa, in un supermercato e in una rivendita di macchine da gioco, l'intero complesso aziendale della ditta "Puglisi Edoardo" e dello stabilimento balneare. Al termine delle operazioni, Tibia Luigi e Puglisi sono stati rinchiusi nel carcere di Messina Gazzi, mentrela donna e' stata posta agli arresti domiciliari. (15.07.11)

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