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Catania: arrestato il boss Arena, era tra i 30 maggiori latitanti (Video) PDF Stampa E-mail
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CATANIA, 26 Ott - Il latitante Giovanni Arena, 56 anni, ritenuto a capo dell'omonima famiglia mafiosa, e' stato arrestato da agenti della squadra mobile di Catania. Inserito nell'elenco dei 30 latitanti piu' pericolosi d'Italia, si nascondeva dal 1993 quando sfuggi' all'operazione Orsa maggiore contro la cosca Santapaola. In contumacia e' stato condannato all'ergastolo per un omicidio commesso nel 1989. Era ricercato anche per associazione mafiosa, detenzione di armi e traffico di droga.

''Questa volta siete stati bravi... da vent'anni sono in questa casa...'', ha detto il boss ai poliziotti che lo hanno arrestato. Il mafioso era nascosto dietro un letto a ponte che gli agenti hanno forzato. ''Questo e' un bel giorno per Catania'', hanno commentato dopo l'arresto i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil Angelo Villari, Alfio Giulio e Angelo Mattone manifestando ''particolare soddisfazione'' per la cattura del latitante.

Dopo l'arresto Arena, altri 3 siciliani tra l'elenco dei ricercati. Con la cattura di Giovanni Arena, restano in tre i boss di Cosa nostra presenti nella lista dei latitanti più pericolosi in circolazione. L'elenco, pubblicato dal Ministero dell'Interno, rientra nel "Programma speciale di ricerca" del Gruppo Integrato Interforze per la Ricerca dei Latitanti più pericolosi. In cima alla lista dei siciliani c'è sempre lui: Matteo Messina Denaro. La primula rossa trapanese oggi è considerato a tutti gli effetti il numero uno incontrastato di Cosa nostra, il capo dei capi che ha raccolto lo scettro del potere dopo il tramonto dell'era dei corleonesi. Latitante dal 1993, Matteo Messina Denaro è nato a Castelvetrano nel 1962. Inoltre "Diabolik", così è soprannominato, è al quarto posto della classifica dei ricercati più pericolosi al mondo. Il secondo affiliato a Cosa nostra nell'elenco del Viminale è Vito Badalamenti. Figlio dello storico boss di Cinisi Gaetano Badalamenti, è nato il 29 aprile del 1954. Ricercato dal 1995, da 11 anni sul suo capo pende un mandato d'arresto internazionale. Fuggito in Brasile e poi in Spagna, Vito Badalamenti fu arrestato nell'ambito dell'operazione Pizza connection ed estradato negli Stati Uniti. Processato in America, viene assolto. Ma in Italia il Maxiprocesso quater si conclude per lui con una condanna a 6 anni di reclusione. Giovanni Motisi è considerato uno dei più importanti capimafia palermitani ancora a piede libero. Nato il primo gennaio 1959, è l'erede dello zio Matteo Motisi al vertice della famiglia di Pagliarelli. Di lui non si sa più nulla dal 1998. Condannato in contumacia all'ergastolo, tra le accuse a suo carico vi è anche quella di strage. (26.10.11)

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